DALL’UOVO ALLA COLONIA: LA VITA DI UNA NEOCARIDINA
La vita di una Neocaridina davidi comincia in modo sorprendentemente semplice: non nasce come una larva da allevare separatamente, ma come una piccola copia dell’adulto.
Dopo l’accoppiamento, la femmina trasferisce e mantiene le uova sotto l’addome, dove vengono continuamente ventilate dalle appendici addominali. Questo movimento non è casuale: permette di mantenere le uova ossigenate e contribuisce a mantenerle libere da detriti e contaminazioni.
Il numero di uova può variare in funzione delle dimensioni e delle condizioni della femmina. Una femmina adulta e ben sviluppata può portare diverse decine di uova contemporaneamente. Durante lo sviluppo embrionale il colore delle uova può cambiare e, osservandole attentamente, è possibile arrivare a distinguere gli occhi degli embrioni prima della schiusa.
Dopo circa due-tre settimane, in condizioni favorevoli, avviene la schiusa. I piccoli non attraversano una vera fase larvale: escono dall’uovo già nella forma tipica di una Neocaridina, anche se minuscoli e molto più vulnerabili degli adulti.
Nei primi giorni e nelle prime settimane la loro attività è fortemente legata alla disponibilità di superfici ricoperte di biofilm. Rocce, legni, foglie, muschi, vetri e materiali filtranti diventano vere e proprie aree di pascolo microscopiche.
Il biofilm è costituito da una comunità complessa di microrganismi, sostanze organiche e particelle che si depositano sulle superfici. Per una colonia giovane rappresenta una risorsa alimentare fondamentale.
La crescita avviene attraverso successive mute. Come tutti i crostacei, infatti, la Neocaridina possiede un esoscheletro rigido che non può semplicemente espandersi insieme all’animale. Per crescere deve quindi abbandonare il vecchio esoscheletro e formarne uno nuovo.
Subito dopo la muta l’animale è particolarmente vulnerabile. Il nuovo esoscheletro è ancora morbido e richiede tempo per indurirsi. È proprio per questo che una vasca ricca di rifugi e superfici colonizzate dal biofilm può fare una grande differenza per la sopravvivenza dei giovani.
Con la crescita arrivano anche le differenze tra maschi e femmine. Generalmente le femmine adulte raggiungono dimensioni maggiori e presentano un addome più ampio, mentre i maschi tendono a essere più piccoli e slanciati.
Quando una femmina raggiunge la maturità sessuale, il ciclo può ricominciare.
Una colonia di Neocaridina, quindi, non è semplicemente un insieme di gamberetti. È una popolazione composta contemporaneamente da adulti, subadulti, giovani appena nati, femmine con le uova e individui prossimi alla maturità.
Questa caratteristica permette alla colonia di diventare progressivamente autonoma e, quando le condizioni sono favorevoli, di aumentare rapidamente di numero.
La vera meraviglia delle Neocaridina è proprio questa: osservando una vasca per alcuni mesi si può assistere alla formazione di un’intera popolazione partendo da pochissimi individui.
Non serve un laboratorio. Serve un ambiente stabile, maturo e adatto alla loro biologia.

